Ludopatia

La Ludopatia o Gioco d’azzardo patologico, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), coinvolge il 3% della popolazione adulta, ovvero un milione e mezzo di italiani.

La Ludopatia è un vero e proprio disturbo psicopatologico, una forma di dipendenza che induce il soggetto alla coazione a ripetere, alla necessità imperante di giocare e a percepire sofferenza se costretto ad astenersi da gioco. Il desiderio ossessivo di recuperare il denaro perduto può portare il giocatore a perdere completamente la percezione del tempo che dedica al gioco e della quantità di soldi che sta scommettendo. Giocare denaro diventa, almeno in alcuni momenti, il centro di interesse esclusivo, la passione, l’occupazione, la preoccupazione centrale della proprie esistenza. Niente può fermare il giocatore e quest’attività conduce, presto o tardi, alla disorganizzazione della sua vita ed alla totale mancanza di controllo sulla gestione del denaro. Infatti, con il tempo, gli individui colpiti da “ludopatia” cominciano a contrarre debiti e non riescono più a controllare né i soldi persi con le scommesse, né la quantità del tempo trascorso a giocare. Nella maggior parte dei casi queste persone non si rendono conto di avere un problema, fino a quando cominciano a perdere il lavoro e gli affetti.

Le aree coinvolte nel disturbo sono:

Area psicologica: ossessione del gioco, senso di onnipotenza, presunzione, nervosismo, irritabilità, ansia, alterazioni del tono dell’umore, persecutorietà, senso di colpa, alterazioni dell’autostima, tendenza alla superstizione, aumento dell’impulsività, distorsione della realtà;

Area fisica: alterazioni dell’alimentazione, cefalea, conseguenze fisiche dell’utilizzo di sostanze stupefacenti o alcol, sintomi fisici d’ansia (tremori, sudorazione, ecc.);

Area sociale: danni economici, danni morali, danni sociali, danni familiari, danni lavorativi, difficile gestione del denaro, isolamento sociale.

La presenza di 5 o più delle seguenti caratteristiche è altamente indicativa della presenza del disturbo, che va comunque diagnosticato da uno specialista.

Il soggetto:

1) è eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo
2) ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
3) ha ripetutamente tentato con insuccesso di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
4) è irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
5) gioca d’azzardo per sfuggire a problemi o per alleviare ad un umore disforic
6) dopo aver perso denaro al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (“rincorrendo” le proprie perdite)
7) mente ai familiari, al terapista o ad altri per nascondere l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco
8) ha commesso azioni illegali per finanziare il gioco d’azzardo
9) ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro o opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
10) fa affidamento sugli altri per reperire denaro o per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

La cura prevede programmi di riabilitazione personalizzati e svolti in equipe multidisciplinare. Durante il percorso si aiuta il soggetto ad affrontare il problema, uscendo dallo stato di dipendenza in cui si trova. Inoltre il giocatore compulsivo viene coinvolto in incontri individuali e di gruppo che hanno l’obiettivo di ricucire i rapporti familiari deteriorati e quelli professionali interrotti.