Cyrano de Bergerac non abita più qui.

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Nel 2013 non serve più spedire una lettera giorni prima, le emozioni sono affidate a flussi di comunicazione ben più immediati. Per San Valentino le parole dolci, i pensieri affettuosi, le poesie d’amore finiscono in rete e persino le rose e i cioccolatini diventano virtuali. Sembra importare poco che mai nessuno riuscirà a sentire il profumo di quei fiori o ad assaporare quei dolci cioccolatini poiché oggi ciò che conta è che i primi non appassiscano mai e restino a portata di smartphone per ogni qualvolta si voglia riassaporare quei momenti.
Nel giorno degli innamorati è ancora più evidente come il web abbia cambiato la modalità di espressione dei sentimenti: quando due potenziali partner si incontrano nella vita reale l’aspetto fisico, lo stile, l’abbigliamento, il profumo, lo status, l’attrazione reciproca, costituiscono gli elementi su cui si fonda il gioco della seduzione. In Rete, invece, tutto si rivoluziona. Diventa protagonista l’immaginazione, lo scambio di opinioni, il dialogo, l’identità psicologica, vera o falsa, ma mai fisica dell’altro, manca il corpo.
Chissà se le persone che privilegiano l’utilizzo del web per dichiarare il proprio amore, riescono ancora ad assaporare il gusto dell’attesa, con il forte batticuore, dell’incontro reale con il proprio partner oppure abbiamo perso la capacità di stare in quelle emozioni difficili. Quelle stesse frustrazioni e sofferenze erano, tuttavia, il possibile preludio alla possibilità, vera, di vivere la passione, l’amore.

Paolo, Chiara e Maria