Depressione, declino cognitivo e abuso di Internet sopra i 65 anni

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Sulla base dell’osservazione clinica dell’ ESC Team e di alcuni studi scientifici, possiamo identificare i comportamenti di abuso di Internet come possibili indicatori di depressione. Recenti studi  (come ad esempio: http://www.lescienze.it/news/2012/08/20/news/internet_salute_mentale-1212606/) mostrano infatti come schemi di utilizzo di Internet siano correlati a tendenze depressive e dunque in grado di predire una maggiore propensione alla depressione: l’eccessiva condivisione di file, l’intenso scambio di mail e la frequentazione assidua di chat, nonché la tendenza a passare velocemente da un sito all’altro o da una risorsa online a un’altra. Ad esempio il rapido passaggio tra diversi siti web può essere un sintomo di anedonia (una diminuita capacità di sperimentare emozioni) poiché indicativo della tendenza a cercare continuamente nuovi stimoli emotivi. In modo simile, un eccessivo utilizzo della mail e delle chat può significare una relativa mancanza di relazioni personali dirette, compensata dal tentativo di mantenere il contatto o con amici lontani o con nuove persone conosciute online.

Un recente studio su un vasto campione di persone con età uguale o maggiore di 65 anni realizzato da Edo Richard e collaboratori (Dipartimento di neurologia dell’Università di Amsterdam) in collaborazione con la School of public health della Columbia University di New York (Arch Neurol. 2012 Dec 31:1-7) emerge la presenza concomitante di declino cognitivo nelle persone sofferenti di depressione.

Come abbiamo visto la tendenza alla depressione può promuovere l’abuso di Internet. Allo stesso l’abuso cronico di Internet, soprattutto quando caratterizzato da operazioni ripetitive od ossessive, impoverisce le funzioni cognitive del soggetto. Si viene a generare così un circolo vizioso tra depressione, declino cognitivo e abuso di internet, dove ogni fattore influisce sull’altro e lo rinforza.

Le persone con 65 anni o più che utilizzano eccessivamente il computer ed Internet dovrebbero essere aiutate ed accompagnate dal proprio medico di base o da uno specialista per valutare la compresenza di depressione e decadimento cognitivo e per instaurare la corretta cura che interrompa il circolo vizioso.

P.Giovannelli, C.Boroni