Rischio di dipendenza da Internet negli appassionati di nuove tecnologie.

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Giovannelli P.A., Scanu M., Cataldo I.

ESC Team-Centro di diagnosi e cura delle dipendenze da Internet, Milano.

 

Introduzione: Il presente studio si propone di indagare le caratteristiche di utilizzo di Internet ed il rischio di sviluppare dipendenza nei soggetti appassionati delle nuove tecnologie web-correlate.

Materiali e metodi: Su un campione di 1060 persone è stato somministrato il questionario internazionale C.A.G.E per l’alcolismo (J.A.Ewing, 1984) modificato dal nostro gruppo di lavoro per l’Internet Addiction Disorder. Le persone sono state intervistate all’ingresso di 10 negozi di elettronica di Milano e provincia i primi 2 giorni dall’uscita sul mercato di un nuovo noto tablet. Si è indagata inoltre l’area principale di utilizzo di internet (studio, lavoro, tempo libero) e il tempo medio giornaliero di connessione alla rete.

Risultati: Il 53% degli intervistati è potenzialmente a rischio (tempo di connessione maggiore od uguale a 5 ore/die). La categoria a maggiore rischio é il sottogruppo di utilizzo per motivi di tempo libero nel quale il 40% sta connesso per 5 o piú ore al giorno. Inoltre, in questo ultimo gruppo il 72% ha dato risposte negative al test C.A.G.E. mostrando di non essere in alcun modo preoccupato e di non giudicare negativamente il proprio comportamento. I “grandi appassionati” (chi si é recato ad acquistare prima dell’apertura del negozio rimanendo in fila per ore) risultano i più inconsapevoli con il 79% di chi é a rischio di sviluppare dipendenza senza saperlo. Il profilo a maggiore rischio é maschio tra i 30 e i 34 anni. Le femmine che si sono recate all’acquisto sono solo il 11,32% del totale ma risultano le più inconsapevoli, infatti il 90% delle intervistate con comportamento a rischio di dipendenza non ne è a conoscenza. Il 13% degli intervistati sta 12 o piú ore al giorno connesso.

Conclusioni: Dallo studio emerge che, a fronte di un’elevata percentuale di popolazione a rischio negli appassionati di nuove tecnologie, vi sia una scarsa percezione del pericolo di sviluppare una dipendenza da Internet. In attesa dell’uscita della “diagnosi ufficiale” prevista nel 2013 con il DSM-V (American Psychiatric Association) é opportuno sensibilizzare le fasce piú vulnerabili della popolazione al rischio connesso all’abuso quotidiano di Internet.

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